E’ ormai trascorso quasi un anno
dall’inizio ufficiale della giovanile, nel febbraio 2009 sono terminate le strutture territoriali con
la costituzione delle federazioni provinciali, ed è ormai tempo di fare un
primo bilancio su quest’ anno di lavoro.
Il 2009 è stato un anno
difficilissimo per il PD e per i GD, le sfide sono state ardue e addirittura si
paventava il rischio di non avere più un partito, e molti avversari e finti
alleati ci davano per spacciati.
Ovviamente tutto questo trambusto
ha messo in difficoltà più noi che il PD, eravamo e rimaniamo una struttura
fragile e poiché vive della nostra buona volontà non è spesso in grado di
arginare le ondate di problemi che ci travolgono.
A questo va sommata la difficoltà
legata al nostro non pieno riconoscimento da parte di tutte le strutture
dirigenziali territoriali e nazionali, non possiamo poi non dimenticare tutti i
nostri sogni infranti primo tra tutti quello legato alla meritocrazia prima ed
unica discriminante nella scelta degli incarichi di partito e amministrativi.
Si chiude finalmente l’anno delle
difficoltà e dell’incertezza e parte l’anno della trovata stabilità e del
nostro pieno riconoscimento.
Sperando
che la segreteria nazionale sappia finalmente coinvolgerci in progetti e
iniziative che riescano a caricarci tutti, ma soprattutto a caratterizzarci
come reale forza di rinnovamento, che riesca così a dare dei segnali chiari di
ciò che siamo e delle idee che portiamo avanti.
Al
momento questa giovanile va riempita delle nostre idee e delle nostre
battaglie, per quanto riguarda la nostra provincia, la sfida che vi propongo è
quella di un rinnovamento dei metodi di formulazione della proposta politica e
dei modi di governo delle nostre realtà territoriali.
Ci sono
realtà ben amministrate dove il rinnovamento e la crescita di classi dirigenti
nuove è fisiologica e ormai diventata un dato di fatto, ci sono dirigenti
provinciali con ottime idee, ma purtroppo queste idee devono sempre fare i
conti con vecchie logiche e con “abitudini politiche”, di cui gli elettori e in
particolare i ragazzi sono stanchi.
A questi
segnali di novità il nostro compito è di dare continuità e di rafforzarli,
dando il nostro contributo alla proposta politica nei circoli, nelle assemblee
provinciali e regionali, facendo un ulteriore passaggio, cioè quello di
costruire oltre alla critica anche un' alternativa propositiva.
Noi non dobbiamo essere solo i picconatori, ma
anche i costruttori, non dobbiamo cercare soluzioni di breve termine, ma di
lungo respiro, noi siamo i primi militanti nati e cresciuti nel PD o comunque
entrati nei vecchi partiti nel periodo in cui erano già lanciati alla
costituzione di questo partito.
E non ci
riconosciamo più in tante logiche o tante barricate che sono fisiologiche per chi
è sempre stato su blocchi contrapposti, ma non deve esserlo per noi che quei
blocchi non li abbiamo vissuti.
Molte
delle contrapposizioni sterili di questo partito a livello territoriale e
nazionale vivono solo di queste contrapposizioni che ci porteranno solo a un
ulteriore indebolimento.
La verità
è che molto battaglie anche giuste sono figlie di lotte intestine per poltrone
e per la spartizione del potere, belle idee o alti ideali che nascondono
interessi opachi.
La nostra
sfida sta anche in questo, proporre questioni di principio e di metodo stando
attenti a non essere strumentalizzati e dimostrando già una certa maturità
politica.
Per fare
tutto questo dobbiamo compattarci, dobbiamo ritrovare il nostro essere gruppo
che ci ha fatto vincere sfide impensabili, che ci ha dato la gioia, la voglia
di fare politica e con il quale abbiamo condiviso cocenti sconfitte.
La
condivisione di tutto questo ci ha reso amici e ormai una rete di contati che
non può non farmi chiudere quest’ anno con un bilancio positivo.
Anche se
le difficoltà sono tante e non sono finite, come mi è capitato di sentir dire a
Gerardo Colombo, non dobbiamo essere ossessionati dal conquistare tutto e
subito, ma dobbiamo essere consci del fatto che noi mettiamo solo piccoli
mattoncini e che ciò che costruiremo lo vedremo chi sa tra quanti anni,
soprattutto se ciò che vogliamo costruire è grande e di valore.
Quindi
non pensate che tutto il lavoro fatto vada sprecato, anche se i risultati non
sono visibili, essi sono ben presenti dentro di noi, ci hanno fatto crescere
politicamente e umanamente.
Buon lavoro a tutti e mai scoraggiarsi “Mai nessuna notte è tanto lunga da non
permettere al sole di sorgere."Paulo Coelho
Matteo
Bitti segretario provinciale GD Ancona